La grammatica inglese è veramente difficile?

Leggi anche l’articolo precedente: Il Metodo English Coaching ha cambiato l’apprendimento dell’inglese

Ma torniamo a scuola, dove già sappiamo l’italiano. Come ci insegnano le lingue straniere sopratutto la grammatica inglese? Ci danno un libro di testo, un tot di ore alla settimana, leggi, ripeti e fai gli esercizi di grammatica e sforzati di comunicare senza sbagliare.
In più mettiamoci il fatto di essere giudicati davanti agli altri ed il gioco è fatto.

Uno dei concetti che viene inculcato nelle scuole è che “sbagliare è sbagliato”.  Per non sbagliare molte persone giovani e adulte entrano in uno stato d’ansia per la paura generata dalle conseguenze del proprio errore, le risa dei compagni, il rimbrotto in pubblico del maestro o del professore.

Tutto ciò crea, nel cervello, un rilascio di sostanze dette neuro-inibitorie che inibiscono, appunto, le funzioni cerebrali di chiunque.

In un ambiente biochimico come questo, si può creare solo un clima di paura, dove l’errore viene giudicato, anziché essere visto come parte del processo di apprendimento.

Gli stati di paura innescano la risposta “fight or fly” (attacca o scappa wikipedia qui).
In più, quando “non voglio sbagliare”, paradossalmente, sbaglio e il ciclo continua 🙂 .
Avete mai provato a NON pensare ad un elefante rosa?
A cosa state pensando adesso?

Appunto, un bell’Elefante Rosa.

Altro piccolo particolare è che il nostro cervello lo recepisce la particella NON.
Avete mai chiesto ad un bambino di non toccare una determinata cosa? Cosa fa?
Ciò accade perché non avendo l’esperienza da negare nella propria mappa del territorio, il bambino deve crearne una, per poi non farla.

Anche gli scienziati, i medici e qualunque ricercatore hanno commesso e commettono errori, dai quali apprendono e migliorano. Pensateci se non ci fossero stati errori, in alcuni casi, non ci sarebbe scoperta.

Uno degli errori più grandi mai esistiti è stata la formazione dell’Universo.

Il botto è stato così grande che lo hanno chiamato BIG BANG 🙂

A volte infatti, gli errori sono stati la fortunata fonte di importantissime scoperte.  Molte tra le più grandi sono spesso nate da un “errore”: la penicillina, Lsd, il microonde, il viagra, i raggi x e molto altro ancora e, nelle scuole invece, l’errore viene giudicato, spesso in pubblico, creando disagio nello studente.

Il disagio, se molto forte, è uno stimolo che, se reiterato o di forte intensità per chi lo vive, crea una connessione neurale e, quindi, un ricordo nello studente.

E cosa accade vi chiederete?
Semplice, un condizionamento stimolo risposta al pari di quello scoperto da Pavlov con i suoi cani da laboratorio. Dato lo stimolo, avveniva una risposta. (Wikipedia qui)

Einstein disse:
“Molti insegnanti perdono il proprio tempo facendo domande che tendono a scoprire cosa gli studenti non sanno, al contrario, la vera arte di fare domande è scoprire cosa lo studente sa o è capace di scoprire”

Sbagliare è parte del processo. Quando siamo piccoli cadiamo e ci rialziamo dopo aver gattonato.
Il nostro cervello è predisposto ad imparare per tentativi. Fare, sbagliare, correggere il tiro, fare, sbagliare ancora e, ogni volta, la correzione del “tiro” porta a sviluppare comportamenti, movimenti o pensieri che corretti progressivamente fino all’obiettivo, ce lo fanno raggiungere.
Da piccoli sbagliamo a parlare, mischiamo le parole e tutt’ intorno a noi ridono e sono felici dello sforzo che viene fatto per parlare e comunicare e, i feedback, il più delle volte, sono amorevoli e l’ambiente porta allo sviluppo sano e consapevole.

Un’ ambiente aperto, protetto e pieno di accettazione è quindi quello ideale all’apprendimento.

Entrati a scuola, tutto ciò, cambia spesso in peggio e ciò non favorisce di certo lo sviluppo dell’educando.

Uno sviluppo che cresce molte volte nella paura del giudizio e nella paura di sbagliare. Queste due paure sono il più grande ostacolo per chi vuole imparare una lingua straniera.
Ecco perché è nato l’English Coaching! Ma andiamo per gradi. Prima, un po’ di storia che puoi leggere in questo articolo: English Coaching: L’insegnamento dell’inglese è cambiato

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